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domenica 22 novembre 2009

Salviamo Nemat Safavi. Partecipa nella campagna.

Partecipa alla campagna per salvare la vita di Nemat Safavi e gli altri ragazzi iraniani: Mehdi Pouran, Hamid Taaghi, Ebrahim Hamidi, Mohammad Rezai, Loghman Hamzehpour, Hamzeh Chavi, Qasem e Moshen G. che sono stati condannati a morte da diversi tribunali dell’Iran per il solo e semplice fatto di essere omosessuali.

Nemat Safavi è un ragazzo Iraniano di 19 o 20 anni. A 16 anni, ancora minorenne, fu incarcerato per sodomia. Un tribunale di Ardebil lo ha condannato all'impiccagione. Nemat, dichiarato "colpevole" di 'lavat' (rapporto sessuale tra due uomini) non è stato ancora informato della data precisa della sua esecuzione, ma secondo Human Rights Watch e Iranian Railroad for Queer Refugees potrebbe verificarsi da un momento all’altro. Sotto la legge iraniana il lavat è "punibile con la morte se entrambi i partner sono adulti e in pieno possesso delle loro facoltà mentali" – ciò è in conflitto non solo con l'età dei ragazzi al tempo del "crimine"– (come se se si potesse definire crimine il fatto di essere omosessuale!), ma anche con tutte le leggi internazionali che impediscono, in ogni circostanza, l'esecuzione di minorenni.

Nel 2008, il Deputy Attorney General dell'Iran annunciò che le autorità Iraniane avrebbero eliminato la pena di morte per i minorenni per tutti i crimini tranne l'omicidio, se il parlamento avesse approvato e l'Iran ha addirittura firmato due trattati internazionali per la protezione dei minori (la Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici e anche la Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia). Il Parlamento Europeo, le Nazioni Unite e il vincitore iraniano del premio nobel per la pace Shirin Ebadi stanno facendo pressione sulle autorità Iraniane per fermare le esecuzioni di minorima per il momento senza alcun successo.


CHE COSA PUOI FARE?

1. GIOVEDÌ PER NEMAT SAFAVI. PARTECIPA NEL GRUPPO D’APPOGGIO A NEMAT SAFAVI SUL FACEBOOK

Ogni Giovedì mandiamo in tilt le linee telefoniche delle ambasciate e consolati d'Iran in italia: Vogliamo sapere dov'è Nemat e cosa ne è stato di lui? Vi invitiamo a partecipare all'evento che si svolge ogni giovedì simultaneamente in Spagna, Sudamerica e alcuni altri paesi anglosassoni. Dobbiamo telefonare tra 9:00 e 14.00 p.m. all'ambasciata di Iran a Roma e comunicare la nostra protesta: facciamo collassare i telefoni. Vogliamo soltanto una risposta, informazioni, far conoscere questi casi.

L'iniziativa è stata accolta con favore dal gruppo
Ripudio il fascismo, il razzismo e l'omofobia che ha pertanto deciso di promuoverla.

Questi sono i numeri delle Ambasciate d’Iran a Roma, Berna e del Consolato Generale a Milano.

AMBASCIATA D'IRAN IN ITALIA:
Tel. 06.8632.8485, 06.8621.4478, 06.3294.294, 06.3294.295, 06.3630.7255
Fax. 06.8632.8492
E-mail: info@iranembassy.it

AMBASCIATA D’IRAN IN CITTÀ DEL VATICANO:
Roma – Città del Vaticano
Tel: 06.845.0443

CONSULATO GENERALE D’IRAN A MILANO:
Tel. 02.7200.1189

AMBASCIATA D’IRAN IN SVIZZERA / SWITZERLAND:
Tel. +41 31 3510 801 e +41 31 3510 802
Fax. +41 31 3510 801 e +41 31 3510 802
Email: ambassador@iranembassy.ch e consular@iranembassy.ch


2. POTETE ANCHE INVIARE UNA (O VARIE) E-MAIL E FAX, OPPURE UNA LETTERA POSTALE:

Egregio Sig. Ambasciatore,

Nemat Safavi è in attesa che la Corte Suprema dell'Iran ratifichi la decisione del 2008 che lo condanna a morte per impiccagione, condanna emessa dal Tribunale Provinciale di Ardabil, nella provincia omonima. Nemat fu accusato da questo tribunale di praticare la sodomia quando aveva solo 16 anni e da allora (2006), è stato privato della libertà e tutt’ora rimane in prigione senza garanzie di sicurezza. Nemat adesso ha 19 o 20 anni.

Mehdi Pouran, di 17 anni, e altri 3 ragazzi giovani (Hamid Taaghi, Ebrahim Hamidi e Mohammad Rezai) furono condannati a morte dopo essere stati incriminati nel maggio 2008, teoricamente per aver avuto relazioni omosessuali (fatto da loro negato). Nonostante la mancanza di prove, il Tribunale Penale di Tabriz decise il 20 luglio del 2008 di condannarli a morte.

L'elenco continua con Loghman Hamzehpour e Hamzeh Chavi i quali furono condannati a morte per atti omosessuali nel febbraio 2008 nella città di Sardasht. Fino ad oggi, non si sa nulla di loro, e neanche di Moshen G. o Qasem di Ardebil altri ragazzi processati per “lavat-e iqabi” (sesso anale).

Tutto ciò succede nonostante il fatto che l'Iran abbia firmato due accordi internazionali con i quali si è impegnato alla salvaguardia dei minori d’età, quindi giustiziare Nemat Safavi supporrebbe da parte della Repubblica Islamica dell’Iran rompere di nuovo la Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici e anche la Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia, per i quali si è impegnata a tutelare e proteggere i minori e non condannare a morte le persone che erano minorenni al momento di commettere “il reato” in questione.

Per tutti questi motivi Le chiedo pertanto, come massimo rappresentante di questo paese nel mio, che la Repubblica Islamica dell'Iran rispetti gli accordi che ha firmato e che, allo stesso modo, siano riesaminate le sentenze di Nemat Safavi, Mehdi Pouran e gli altri minori che si trovano nelle medesime condizioni.

Inoltre, le sarei immensamente grato se mi informasse della situazione di queste persone, esseri umani innocenti, e La pregherei gentilmente inoltre di impegnarsi personalmente in questa causa, chiedendo alle autorità competenti del suo paese, l’apertura di un'indagine più approfondita e di conseguenza più giusta , per quanto riguarda questi casi che difatti non costituiscono nessun reato secondo la Dichiarazione universale dei diritti umani.

Sperando di ricevere sue notizie , La prego di accettare i miei più cordiali saluti.

Questi sono gli indirizzi delle Ambasciate d’Iran a Roma, Berna e del Consolato Generale a Milano.
AMBASCIATA D'IRAN IN ITALIA:
Via Nomentana, 363
00162 Roma

AMBASCIATA D’IRAN IN CITTÀ DEL VATICANO:
Via Bruxelles 57
00198 Rome / Città del Vaticano

CONSULATO GENERALE D’IRAN A MILANO:
Piazza Diaz, No. 6
PO Box 20123
20123 Milan

AMBASCIATA D’IRAN IN SVIZZERA / SWITZERLAND:
Thunstrasse 68
3006 Bern

É possibile spedire fax gratis da questi siti: Myfax.com o Faxalo.it



3. INVIA QUESTA LETTERA IN INGLESE ALLE AUTORITTÀ IRANIANE COMPETENTI:

Dear _ _ _ _ _ _ _ _ _:

I write to express my grave concerns for the safety of Nemat Safavi, Mehdi Pouran and Moshen G., Hamid Taaghi, Ebrahim Hamidi y Mohammad Rezai, following reports that he has been sentenced to death allegedly due to homosexual activity. According to reports and world press coverage, Nemat Safavi, was arrested when he was only 16 years of age and charged with lavat. He has since been condemned to death by a court in Ardebil, in the northwest Azerbaijan region.

Nemat Safavi and the other boys, does not appear to have committed any of the crimes for which you stated Iran delivers the death penalty. I am aware that Iran continues to charge people with lavat, rape and also that other laws are used to justify the execution of homosexuals in Iran. I have grave concerns that your government continues to persecute the Iranian gay, lesbian and bisexual community and is, in fact, still executing people due to their homosexuality.

In addition to this, Nemat was reportedly 16 years of age at the time of his arrest and as such was still a minor. As you are aware, Iran has signed on to two conventions agreeing not to execute juvenile offenders. Executing Nemat would be a flagrant violation of both Article 6(5) of the International Covenant on Civil and Political Rights and the Convention on the Rights of the Child.

I ask that Iran live up to its commitments to its children and young people and immediately cease all executions of juvenile offenders.

I ask that Iran cease and desist from persecuting the gay, lesbian and bisexual community. I ask that you ensure that gays, lesbians and bisexuals living in Iran are not executed for their sexuality, are treated fairly by the police and justice system and that you take steps to ensure justice for all your citizens.

Finally I ask for an immediate stay of execution for Nemat Safavi, Mehdi Pouran, Moshen G., Hamid Taaghi, Ebrahim Hamidi y Mohammad Rezai and call for his immediate release from gaol.

I respectfully request that you consider these issues as a matter of urgency. I am not alone in my concerns for Nemat Safavi, Mehdi Pouran and the others, and the homosexual community in Iran and I ask that you act quickly to improve this situation.

In the name of Human Rights, please stop the executions of homosexuals and child.

Yours Sincerely, (il tuo nome qui)

E-MAIL E INDIRIZZI POSTALI DELLE AUTORITTÀ IRANIANE.

É possibile spedire fax gratis da questi siti: Myfax.com o Faxalo.it

1) PRESIDENT OF ISLAMIC REPUBLIC OF IRAN
MR. MAHMOUD AHMADINEJAD
E-mail: dr-ahmadinejad@president.ir
You can use this link of the
Presidential Web
Dear Mr. President / Egregio Sig. Presidente.

2) LEADER OF THE ISLAMIC REPUBLIC OF IRAN
AYATOLLAH SAYED ‘ALI KHAMENEI
The Office of the Supreme Leader
Ayatollah Sayed ‘Ali Khamenei, The Office of the Supreme Leader
Islamic Republic Street – End of Shahid Keshvar Doust Street
Tehran (Islamic Republic of Iran)
You can use
the website (English)
Your Excellency

3) HEAD OF THE JUDICIARY AYATOLLAH SADEGH LARIJANI
AYATOLLAH SADEGH LARIJANI
Howzeh Riyasat-e Qoveh Qazaiyeh (Office of the Head of the Judiciary)
Pasteur St., Vali Asr Ave., south of Serah-e Jomhouri
Tehran 1316814737 (Islamic Republic of Iran)
Email: info@dadiran.ir
Your Excellency

4) HEAD OF TEHRAN JUDICIARY
MR. ALI REZA AVAEI
Karimkhan Zand Avenue
Sana’i Avenue, Corner of Ally 17, No 152,
Tehran (Islamic Republic of Iran)
E-mail: avaei@Dadgostary-tehran.ir
Dear Mr. Avaei / Egregio Sig. Avaei.

5) DIRECTOR, HUMAN RIGHTS HEADQUARTERS OF THE ISLAMIC REPUBLIC OF IRAN
MR. MOHAMMAD JAVAD LARIJANI
Howzeh Riassat-e Ghoveh Ghazaiyeh
Pasteur St, Vali Asr Ave., south of
Serah-e Jomhuri, Tehran 1316814737
Islamic Republic of Iran
Fax: +98 21 3390 4986
E-mail: int_aff@judiciary.ir

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Cerchiamo insieme di salvare Nemat, la sua giovinezza e il suo sogno di libertà. Vogliamo che l'Italia si impegni per salvare la vita di Nemat e degli altri ragazzi che come lui si trovano in una situazione disperata per l’unico fatto di amare un’altra persona del suo stesso sesso. Vogliamo che il nostro paese non resti inerme davanti a questa incivile efferatezza. Chi salva una vita, salva il mondo intero. Copia e passa questo messaggio e agisci.

Per altre informazione qui:
La ciudad perdida de Nivorg
Nemat Safavi

sabato 28 marzo 2009

Coppie veneziane, articolo d’Arturo Perez Reverte di 1997

Articolo tartto da "la Ciudad perdida de Nivorg": originale a nivorg.blogspot.com

Pochi giorni fa ho riletto quest' articolo che da più di dieci anni era rimasto lì, in qualche angolo della mia mente. Si tratta di un articolo di Pérez Reverte sul tema dell’omosessualità, ispirato in una coppia di due uomini che lo scrittore incontrò per caso a Venezia. Con grande sorpresa mi sono reso conto che, purtroppo, l’articolo è ancora oggi molto attuale.


COPPIE VENEZIANE, 1997, Arturo Pérez Reverte:

Non mi ero mai accorto prima, della quantità di coppie omosessuali che passeggiano per le strade di Venezia. Le incontri dappertutto, lungo i ponti, sulle sponde dei canali, cenando in piccoli ristoranti della città vecchia. Di solito Non si tratta di coppie spettacolari, ma io direi proprio tutto il contrario e cioè persone discrete, silenziose, spesso con aspetto formale, civile. Osservando gli altri impari moltissime cose, e nel caso di queste coppie mi piace proprio tanto sorprendere i loro gesti moderati di affetto e fiducia, la condivisione dei ruoli convenzionali che di solito si verifica tra l’uno e l'altro, la tenerezza contenuta che spesso senti galleggiare fra di loro, nella loro immobilità, il loro silenzio. Pensavo a tutto ciò l'altro giorno a bordo di un vaporetto che va da San Marco al Lido. Sulla laguna soffiava un vento gelido, i passeggeri eravamo raccolti, presi dal freddo, e in un lato del traghetto c’era una coppia, due uomini, sulla quarantina, sereni. Erano seduti molto vicini, uno di loro era appoggiato sulla spalla del compagno nel tentativo di prendere calore. Erano tranquilli e silenziosi,intenti a guardare l’acqua grigio verde e il cielo di color grigio cenere. E in un momento in cui il traghetto fece un piccolo movimento,la luce,o meglio, il grigio del paesaggio cambió all’improvviso in una straordinaria bellezza, li vidi scambiarsi un sorriso rapido e fugace come una carezza o un bacio.

Sembravano felici. Due ragazzi fortunati, mi dissi, per quanto sia possibile, perché guardando loro, lí, in quella sera glaciale a bordo del vaporetto che li portava attraverso la città lagunare, cosmopolita, tollerante e saggia, pensai quante ore amare erano state vendicate in quel momento per quel sorriso. Lunghe adolescenze girando nei parchi o nei cinema per scoprire il sesso, mentre altri giovani si innamoravano, scrivevano poesie o ballavano abbracciati nelle feste della scuola. Notti in strada sognando un Principe Azzurro della stessa età per poi tornare all'alba fatti una merda, pieni di tristezza e di solitudine. L'incapacità di dire ad un uomo che ha gli occhi belli, o una bella voce, perché, invece di ringraziarti o sorriderti, è molto probabile che ti spacchi la faccia. E quando si ha voglia di uscire, conoscere, parlare, innamorarsi o qualsiasi altra cosa, invece di andare in un caffè o un bar, essere condannato a vita a frequentare locali “gay”, e ritrovarsi all’alba tra questi corpi artificialmente muscolosi, impastticcati, “regine” scandalose, e drag queens “pseudo-sofisticate”. Tranne che alcuni o direi molti si auto emarginino (non avendo ancora accettato del tutto la loro condizione), in squallide alternative come quella della sauna ,il cinema x ,una rivista di contatto oppure nella sordidezza del pubblico orinatoio.

A volte penso a come fortunato, solido e intero deve essere un omosessuale che riesce ad arrivare ai cinquant'anni senza odiare smisuratamente questa società ipocrita,che è solo presa dall’ossessione di scoprire, sapere, provare con chi va o non va a letto per poi condannarlo . Invidio l'equanimità, il sangue freddo di quelli che possono essere sereni, continuare a vivere così la propria vita, senza rancore, al loro modo, come se niente fosse , anziché scendere in strada e prendere a calci in faccia a quelli che in modo attivo o passivo, hanno distrutto la loro vita e continuano a distruggere quella di ragazzi di quattordici o quindici anni che ogni giorno, tutt’oggi, vivono le stesse cose:la stessa angoscia, gli stessi scherzi sui “froci” in TV, attorno a loro lo stesso disprezzo, la stessa solitudine e amarezza. Invidio la chiarezza e la calma di chi, nonostante tutto, resta fedele a se stessi senza stridore, ma anche senza complessi, esseri umani sopra ogni altra cosa. Persone che in tempi come questi, quando tutti quanti, i partiti, le comunità,i gruppi sociali, rivendicano i loro rispettivi debiti storici, potrebbero discutere forse con più diritto rispetto a molti altri, il mancato rimborso di molti anni di adolescenza persi, tanti colpi e molestie subiti, senza aver mai commesso alcun crimine, tanta burla e tanti affronti grossolani,rozzi, scortesi inflitti da canaglie che, non solo nell’ aspetto intellettuale, ma anche in quello puramente umano si trovano ad un livello basso, ben al di sotto di loro. Riflettevo su tutto questo mentre la barca stava attraversando la laguna e la coppia era rimasta immobile, fianco a fianco, spalla a spalla. Comunque prima di ritornare alle mie cose e poi dimenticarlo, fatemi dire quante infelici anime erranti non avrebbero dato qualsiasi cosa, forse la stessa vita, per essere al posto loro; essere lì, a Venezia, dandosi calore in quella fredda sera delle loro vite.