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domenica 21 giugno 2009

La cosa Berlusconi. Il cancro d'Italia

Non vedo che altro nome gli si possa dare. Una cosa pericolosamente simile a un essere umano, una cosa che fa le feste , organizza orge e comanda e dà gli ordini in un paese chiamato Italia. Questa cosa, questa malattia, questo virus rischia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un grande e profondo vomito non riesce a strapparlo dalla coscienza degli italiani, prima che il veleno finisca per corrodere loro le vene e distruggere così il cuore di una delle culture più ricche d’Europa. I valori fondamentali della convivenza umana vengono calpestati tutti i giorni dalle zampe viscide della cosa Berlusconi che, fra i suoi molteplici talenti, ha una capacità funambolesca di abusare delle parole,in modo da pervertirne l’intenzione e il senso, come nel caso de “il popolo della libertà”, così si chiama il partito con cui prese d’assalto il potere.

Ho chiamato questa cosa delinquente e non me ne pento affatto. Per ragioni di natura semantica e sociale che probabilmente altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente ha in Italiano una carica negativa molto più forte che in qualsiasi altra lingua parlata in Europa.

Per tradurre in modo chiaro e convincente quello che penso della cosa Berlusconi uso il termine nell’accezione che la lingua di Dante gli dà normalmente, anche se è più che dubbio che Dante lo abbia mai usato.

Delinquenza, nel mio portoghese, significa, in concordanza con i dizionari e la pratica corrente della comunicazione, ”Commettere atto di criminalità, disobbedire leggi e modelli morali”. La definizione si accomoda sulla cosa Berlusconi perfettamente, gli calza a pennello, senza fare una piega, fino a tal punto da somigliare più a una seconda pelle che ai panni che indossa abitualmente. È da anni che la cosa Berlusconi commette delitti di variabile, anche se sempre di dimostrabile gravità. Il colmo vero e proprio non è che disubbidisca alle leggi ma, ancora peggio, le fa “fabbricare” su misura (la sua ovviamente) per la salvaguardia dei suoi propri interessi pubblici e privati, di politico, imprenditore, e accompagnatore di minorenni,e per quanto riguarda i modelli morali, non vale nemmeno la pena parlarne, non c’è nessuno in Italia e nel mondo intero che non sappia che la cosa Berlusconi è da molto tempo che è caduta nella più completa abiezione.

Questo è il primo ministro italiano, questa è quella cosa che il popolo italiano ha scelto per due volte per averlo come modello, questa è la strada della rovina,verso la quale si stanno trascinando i valori di libertà e dignità che intrisero la musica di Verdi e l’azione politica di Garibaldi, quelli che fecero dell’Italia del XIX secolo durante la lotta per l’unificazione, una guida spirituale dell’Europa e degli europei. È proprio questo che la cosa Berlusconi vuole buttare nel secchio dell’immondizia della storia. Gli italiani finiranno per permetterlo ?

Traduzione dell'articolo di José Saramago, premio Nobel di Letteratura, scritto nel País il 7 giugno 2009.

giovedì 19 marzo 2009

Italiani, i loro clichés e il tamarrismo

Articolo tradotto da "la Ciudad perdida de Nivorg": originale a http://nivorg.blogspot.com

Vi lascio questo link che vi porta ad un vivace sito web, creato da un certo Bruno Bozzetto, in cui si confrontano alcuni atteggiamenti europei ed italiani:


È divertente anche se pieno zeppo di clichés e luoghi comuni e per di più alcuni falsi (come quello che fa riferimento al fumo del tabacco oppure quello dei mezzi pubblici di trasporto). In ogni modo prima che vediate la web voglio sottolineare tre cose: in primo luogo, se invece della bandiera italiana ci fosse quella spagnola non mi sorprenderei affatto poichè molte cose che critica il video le vivo anch’io qui a Barcellona, e ogni giorno ...il fatto è che a volte certi stereotipi negativi tendono a convergere, e non capiscono la differenza tra le varie nazionalità. Tutto ció mi porta alla seconda cosa che voglio puntualizzare ,vale a dire questa somiglianza tra alcuni clichés negativi che io credo si debba al fatto che esiste una nazionalità globale presente in tutti i paesi,e che tende a standardizzare alcuni comportamenti, problemi o elementi negativi (chiamiamoli cosí), fino al punto che non si sa se si parla della Spagna, dell’Argentina o dell’Italia. Mi riferisco a questa “nazione tamarra”, a cui appartiene una gran massa di persone che si comportano esattamente allo stesso modo (tamarro) sia qui sia in Cina.

Per finire, vorrei spezzare una lancia a favore dell’Italia e degli italiani; Sappiamo l’attuale situazione di questo paese e tutto ciò che politicamente stanno subendo, ma bisogna anche dire che molti di loro fanno tutto ciò che possono per cambiare e ne hanno fin sopra i capelli di tante e tante cose, come il Vaticano, Berlusconi o la Mafia, inoltre sono anche stufi del fatto che si generalizzi e quindi essere poi tutti giudicati a causa di certi clichés che sono sempre appartenuti unicamente (e a volte anche ingiustamente) a determinate regioni o città, come per esempio la Sicilia o Napoli, infatti sarebbe come dire che ai catalani ci appassiona la “corrida” dei tori, il canto flamenco oppure il cappello messicano cosí tanto venduto nei negozi di souvenirs di Barcellona come "typical catalan". Il fatto è che ci sono molte italie, cosí come vi sono molte Spagne, e pretendere di ridurre paesi cosí ricchi e complessi ad una singola cultura omogenea è una cosa che dimostra l'ignoranza, la mancanza di obiettivi e quindi di nuovo viene fuori il “tamarrismo”. Comunque a parte tutto ciò, io mi sono divertito un sacco con questa web e mi auguro che anche voi facciate lo stesso.
















Turista a Barcellona con il suo cappello messicano... Così felice