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venerdì 1 maggio 2009

La fottuta borghesia, Claudio Lolli

Vi lascio quí una canzone di Claudio Lolli, ascoltatela o riascoltatela, purtroppo continua ad essere tutto vero:


Ecco le parole (lyrics): Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.Sei contenta se un ladro muore se si arresta una puttana se la parrocchia del Sacro Cuore acquista una nuova campana.Sei soddisfatta dei danni altrui tieni stretti i denari tuoi assillata dal gran tormento che un giorno se li riprenda il vento.E la domenica vestita a festa con i capi famiglia in testa ti raduni nelle tue Chiese in ogni città, in ogni paese. Presti ascolto all'omelia rinunciando all'osteria cosi grigia così per bene, ti porti a spasso le tue catene.Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.Godi quando gli anormali son trattati da criminali chiuderesti in un manicomio tutti gli zingari e intellettuali.Ami ordine e disciplina, adori la tua Polizia tranne quando deve indagare su di un bilancio fallimentare.Sai rubare con discrezione meschinità e moderazione alterando bilanci e conti fatture e bolle di commissione.Sai mentire con cortesia con cinismo e vigliaccheria hai fatto dell'ipocrisia la tua formula di poesia.Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia. Non sopporti chi fa l'amore più di una volta alla settimana chi lo fa per più di due ore, chi lo fa in maniera strana.Di disgrazie puoi averne tante, per esempio una figlia artista oppure un figlio non commerciante, o peggio ancora uno comunista.Sempre pronta a spettegolare in nome del civile rispetto sempre lì fissa a scrutare un orizzonte che si ferma al tetto. Sempre pronta a pestar le mani a chi arranca dentro a una fossa sempre pronta a leccar le ossa al più ricco ed ai suoi cani.Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia per piccina che tu sia il vento un giorno ti spazzerà via.

mercoledì 22 aprile 2009

Pompei, un viaggio attraverso il tempo: Un tour virtuale di Pompeii con 500 fotografie

Articolo tratto da La ciudad perdida de Nivorg

Questo post è stato pensato per presentarvi e per condividere con tutti quelli che lo desiderano, un lavoro fotografico fatto da me, che contiene 500 immagini commentate (fatte durante le nostre ultime visite a Pompei) che permettono di fare un tour virtuale relativamente completo negli scavi dell’antica Pompeii.

Se vuoi altre informazioni puoi vedere la prima parte: Pompei, un viaggio nel tempo. I Parte, la storia di Pompeii, e la seconda parte: Pompeya, un viaggio nel tempo. II Parte, l’ultimo giorno di Pompeii ed Herculaneum che per il momento sono in spagnolo, ma si possono tradurre facilmente col gadget del Google Translator sul sito.


Una visita virtuale a Pompei: 500 FOTO DI POMPEII
Questo viaggio virtuale attraverso Pompei permette di scoprire la maggior parte dei luoghi che si possono visitare nel recinto degli scavi, integrandolo anche con alcune immagini dei resti conservati nel museo Archeologico Nazionale di Napoli. L'approccio che si è seguito nella realizzazione delle fotografie, la loro selezione e disposizione, consente all'album di essere in qualche modo anche utile per lo studio di molti elementi archeologici della città antica. In questo modo il materiale può essere utilizzato come complemento per lo studio delle materie degli esami del corso laurea in Storia, come Archeologia, Arte antico o Storia Antica di Roma dell’Università Nazionale d’educazione a Distanza (UNED) di Spagna.

Inoltre, per beneficiarsi di più dell'album e trarne il massimo profitto, vi suggerisco di farvi una mappa (sarete in grado di trovarlo su Google, poiché ci sono molte opzioni), e, allo stesso modo per tutti quelli che non hanno un manuale di archeologia, sappiate che si possono trovare molte informazioni riguardanti Pompei su diversi siti Internet (è possibile esplorare i collegamenti a siti storici nello blog).

Per non perdersi il tour fotografico proposto segue una logica. Si parte della zona orientale della città, entrando dall’accesso secondario in Piazza Anfiteatro. Da qui inizia la strada percorrendo la necropoli di Porta Nocera, via Nocerina, la zona dell’anfiteatro e la Porta di Sarno (raggiungendo la Porta di Nola). Da qui prendiamo la Via dell'Abbondanza asse principale dell’antica città, per raggiungere il Foro triangolare, dove visitiamo tutto l’insieme. Uscendo dalla Via dei Teatri raggiungiamo le Terme di Stabia, dove i nostri passi gireranno in direzione nord verso la Porta del Vesuvio, passando per il lupanare, alcune case rilevanti e il Castellum Aquae, seguendo le mura si arriva alla splendida Villa dei Misteri. Da qui torneremo verso il sud lungo la grande necropoli di Porta di Ercolano. Una volta tornati nella città, visiteremo le case più famose nel quartiere Samnita, a nord del Foro, per poi terminare in quest’ultimo e percorrere i suoi principali edifici civili e religiosi. Il tour finisce a Porta Marina (ingresso principale) situato ad ovest della città dove si trovano anche le terme extraurbane.

Vedi l’album fotografico e comincia la tua visita virtuale a Pompeii... Cliccando su ↙


Paseo virtual por Pompeya - Sitios arqueológicos de Campania (I)

sabato 28 marzo 2009

Coppie veneziane, articolo d’Arturo Perez Reverte di 1997

Articolo tartto da "la Ciudad perdida de Nivorg": originale a nivorg.blogspot.com

Pochi giorni fa ho riletto quest' articolo che da più di dieci anni era rimasto lì, in qualche angolo della mia mente. Si tratta di un articolo di Pérez Reverte sul tema dell’omosessualità, ispirato in una coppia di due uomini che lo scrittore incontrò per caso a Venezia. Con grande sorpresa mi sono reso conto che, purtroppo, l’articolo è ancora oggi molto attuale.


COPPIE VENEZIANE, 1997, Arturo Pérez Reverte:

Non mi ero mai accorto prima, della quantità di coppie omosessuali che passeggiano per le strade di Venezia. Le incontri dappertutto, lungo i ponti, sulle sponde dei canali, cenando in piccoli ristoranti della città vecchia. Di solito Non si tratta di coppie spettacolari, ma io direi proprio tutto il contrario e cioè persone discrete, silenziose, spesso con aspetto formale, civile. Osservando gli altri impari moltissime cose, e nel caso di queste coppie mi piace proprio tanto sorprendere i loro gesti moderati di affetto e fiducia, la condivisione dei ruoli convenzionali che di solito si verifica tra l’uno e l'altro, la tenerezza contenuta che spesso senti galleggiare fra di loro, nella loro immobilità, il loro silenzio. Pensavo a tutto ciò l'altro giorno a bordo di un vaporetto che va da San Marco al Lido. Sulla laguna soffiava un vento gelido, i passeggeri eravamo raccolti, presi dal freddo, e in un lato del traghetto c’era una coppia, due uomini, sulla quarantina, sereni. Erano seduti molto vicini, uno di loro era appoggiato sulla spalla del compagno nel tentativo di prendere calore. Erano tranquilli e silenziosi,intenti a guardare l’acqua grigio verde e il cielo di color grigio cenere. E in un momento in cui il traghetto fece un piccolo movimento,la luce,o meglio, il grigio del paesaggio cambió all’improvviso in una straordinaria bellezza, li vidi scambiarsi un sorriso rapido e fugace come una carezza o un bacio.

Sembravano felici. Due ragazzi fortunati, mi dissi, per quanto sia possibile, perché guardando loro, lí, in quella sera glaciale a bordo del vaporetto che li portava attraverso la città lagunare, cosmopolita, tollerante e saggia, pensai quante ore amare erano state vendicate in quel momento per quel sorriso. Lunghe adolescenze girando nei parchi o nei cinema per scoprire il sesso, mentre altri giovani si innamoravano, scrivevano poesie o ballavano abbracciati nelle feste della scuola. Notti in strada sognando un Principe Azzurro della stessa età per poi tornare all'alba fatti una merda, pieni di tristezza e di solitudine. L'incapacità di dire ad un uomo che ha gli occhi belli, o una bella voce, perché, invece di ringraziarti o sorriderti, è molto probabile che ti spacchi la faccia. E quando si ha voglia di uscire, conoscere, parlare, innamorarsi o qualsiasi altra cosa, invece di andare in un caffè o un bar, essere condannato a vita a frequentare locali “gay”, e ritrovarsi all’alba tra questi corpi artificialmente muscolosi, impastticcati, “regine” scandalose, e drag queens “pseudo-sofisticate”. Tranne che alcuni o direi molti si auto emarginino (non avendo ancora accettato del tutto la loro condizione), in squallide alternative come quella della sauna ,il cinema x ,una rivista di contatto oppure nella sordidezza del pubblico orinatoio.

A volte penso a come fortunato, solido e intero deve essere un omosessuale che riesce ad arrivare ai cinquant'anni senza odiare smisuratamente questa società ipocrita,che è solo presa dall’ossessione di scoprire, sapere, provare con chi va o non va a letto per poi condannarlo . Invidio l'equanimità, il sangue freddo di quelli che possono essere sereni, continuare a vivere così la propria vita, senza rancore, al loro modo, come se niente fosse , anziché scendere in strada e prendere a calci in faccia a quelli che in modo attivo o passivo, hanno distrutto la loro vita e continuano a distruggere quella di ragazzi di quattordici o quindici anni che ogni giorno, tutt’oggi, vivono le stesse cose:la stessa angoscia, gli stessi scherzi sui “froci” in TV, attorno a loro lo stesso disprezzo, la stessa solitudine e amarezza. Invidio la chiarezza e la calma di chi, nonostante tutto, resta fedele a se stessi senza stridore, ma anche senza complessi, esseri umani sopra ogni altra cosa. Persone che in tempi come questi, quando tutti quanti, i partiti, le comunità,i gruppi sociali, rivendicano i loro rispettivi debiti storici, potrebbero discutere forse con più diritto rispetto a molti altri, il mancato rimborso di molti anni di adolescenza persi, tanti colpi e molestie subiti, senza aver mai commesso alcun crimine, tanta burla e tanti affronti grossolani,rozzi, scortesi inflitti da canaglie che, non solo nell’ aspetto intellettuale, ma anche in quello puramente umano si trovano ad un livello basso, ben al di sotto di loro. Riflettevo su tutto questo mentre la barca stava attraversando la laguna e la coppia era rimasta immobile, fianco a fianco, spalla a spalla. Comunque prima di ritornare alle mie cose e poi dimenticarlo, fatemi dire quante infelici anime erranti non avrebbero dato qualsiasi cosa, forse la stessa vita, per essere al posto loro; essere lì, a Venezia, dandosi calore in quella fredda sera delle loro vite.